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Diario / IA · Flussi

Quando l’IA non serve: come lo capisco in uno Sprint

George18 settembre 20262 min di lettura

GDM România: il sito su laptop
L’agente social di GDM România nella chat Telegram, su telefono

La richiesta arriva quasi sempre uguale: «con l’IA si può fare?». Quasi sempre sì. La domanda utile è un’altra: quale passaggio migliora davvero, a quale costo, con quale controllo.

Per rispondere non apro una presentazione. Apro il flusso vero, con i documenti veri, e provo un passaggio solo. È lo Sprint di definizione: mappa del flusso, specifiche essenziali, stima e piano di rilascio.

Due numeri mi interessano: quanto tempo costa oggi quel passaggio e quanto costerebbe controllarlo se lo facesse una macchina. Se il secondo non è chiaramente più piccolo, il progetto non parte.

Schema: un passaggio provato sui dati veri porta a due esiti, l’IA entra solo se miglioraUn passaggioProvato suidati veriMigliora: entra nel flussocon conferma umanaNon migliora: lo dicoe mi fermoSchema: un passaggio provato sui dati veri porta a due esiti, l’IA entra solo se miglioraUn passaggioProvato suidati veriMigliora: entra nel flussocon conferma umanaNon migliora: lo dicoe mi fermo
Lo Sprint in un’immagine: un solo passaggio, due esiti possibili.

Un solo passaggio, sui dati veri

Nello Sprint scelgo un passaggio concreto e lo provo sui documenti reali, misurando prima e dopo. Niente demo su dati finti.

Su GDM România il passaggio era la gestione dei canali social: scrivere, impaginare, programmare, ricontrollare. Ore che non compaiono in nessun preventivo e che ogni settimana spariscono.

Il prima l’ho contato sulle ore dichiarate dal team in una settimana normale, il dopo sul flusso già in esercizio. Stesso periodo, stessi canali, stessa frequenza di pubblicazione.

Confronto del tempo settimanale sui canali social: da 10–12 ore a mano a 15–20 minuti con l’agenteA mano10–12 ore a settimanaCon l’agente15–20 minuti a settimanaConfronto del tempo settimanale sui canali social: da 10–12 ore a mano a 15–20 minuti con l’agenteA mano10–12 ore a settimanaCon l’agente15–20 minuti a settimana
Stima indicativa sul tempo di gestione dei canali social, non una misura garantita: dipende da quanti canali segui e da quanto spesso pubblichi.
La risposta corretta, a volte, è che l’IA non serve. In quel caso lo dico e non costruisco.

Capita più spesso di quanto sembri. Se il blocco è un campo compilato male a monte, o un permesso che nessuno ha dato, un modello aggiunge solo un livello in più da controllare. Lì si sistema il flusso, e basta.

Dirlo costa una commessa e fa risparmiare mesi. È il motivo per cui lo Sprint si paga a parte: serve a decidere, non a vendere la fase dopo.

Sempre una persona che approva

Quando serve, l’IA entra con limiti scritti. Nell’agente social qui accanto prepara tutto da sola, ma pubblica solo dopo un tocco su «Approvo».

La chat Telegram dell’agente social di GDM România: la bozza proposta e il pulsante di approvazione

L’agente vive su Telegram, dove il team è già ogni giorno: nessuno strumento nuovo da imparare. Propone testo e immagine, riceve un sì o una correzione, e solo allora pubblica.

I limiti li scrivo prima di costruire: cosa può fare da sola, cosa deve passare da una persona, cosa non deve toccare mai. Tre righe in un documento, e valgono più di qualsiasi impostazione nascosta in un pannello.

Il risultato su telefono. Nei miei articoli i video girano in loop, senza audio, e si fermano quando vuoi.

La regola che tiene insieme tutto sta in poche righe, ed è la prima cosa che scrivo:

# regola di conferma umana
se confidenza < soglia oppure tocca(dati_sensibili):
    inoltra_a(responsabile)   # nessuna decisione automatica
altrimenti:
    procedi(flusso)

Una soglia, un limite, una persona. Quando il sistema non è sicuro non decide: chiede.